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Curriculum di Marco D'Angelo

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Staff C.N.M.

DATI ANAGRAFICI

- NOME Marco

- COGNOME D'Angelo

- LUOGO DI NASCITA Asola (Mantova)

- CITTADINANZA Italiana

- TEL 3381646719

- PATENTI Patente di guida categoria B, Nautica a vela & motore

- E-MAIL Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

- SITI www.vuoifarevela.com

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LA “TRAVERSATA” PIU' DIFFICILE E' QUELLA DI TUTTI I GIORNI NELLA VITA IN TERRA

1967

E fù Vela l’inizio..

Andai a trovare un amico a casa sua... CONTINUA..

nel giardino aveva una barca a Vela. M’incuriosirono le cinghie perché, mi disse che servivano per buttarsi in fuori per bilanciare la forza del vento e m’impensieriva il fatto che si potevano rompere e quindi cadere in mare, Non ci capii niente, ma accettai il suo invito a provare quella esperienza di uscire in barca a vela muoversi senza motore ma con l’aiuto del Vento.

Ci trovammo il sabato dopo a Castiglione della Pescaia si preparò la Barca e uscii come passeggero ubbidivo a quello che lui mi diceva di fare , rientrai come scioccato ma deciso a riprovare capire.

Le uscite si susseguirono e si intensificarono da ragazzo come ero mi piaceva anche la musica quindi spesso legavo con un nastro adesivo una radiolina all’albero e quello era motivo in più per non “Scuffiare” era un sabato di maggio scesi da quel Flaing junior a settembre haaa se avessi segnato le miglia percorse da allora ora ne avrei fatte più in mare che in terra.

L’inverno lo passai a leggere e a documentarmi”Dal Vecchio e il Mare” a tutti i trattati di vela che a quei tempi non erano molti. Mi ero ammalato di Vela.

 

1970

Partecipazione Campionato Invernale Classe Vaurien Laguna di Orbetello.

Dopo tre anni .. CONTINUA…

passati come base a Marina di Grosseto scorrazzando lungocosta da nord a sud ed ero ormai parte integrante del mio F, J, fui coinvolto per partecipare come prodiere su una deriva Vaurien al campionato invernale in laguna ad Orbetello.

Esperienza fantastica erano tempi in cui andavo a fare regate d’inverno con una giacca a vento in tela da montagna e jeans, che freddate che divertimento che mangiate di fagioli all’uccelletta, che agonismo, che rivalità con gli altri equipaggi ma che amicizie per partecipare alle regate se si rompeva un pezzo tutti si prodigavano per aiutarti a tornare in acqua.

Tanti ricordi

 

1972

TEMPERINO e allievo istruttore.

Oltre a me avevo contagiato……… CONTINUA…..

i miei fratelli e con loro si acquistò la prima barca a Vela cabinata era un “Temperino” di 23” sette metri già il nome era tutto un programma una lama di sette metri in compensato marino, che divertimento lasciare la costa ed iniziare a esplorare isole e porti…

 

1973

NANNI 30” Ambrogio Fogar e gli altri.

Era Ottobre … CONTINUA..

erano le ore quattordici il tempo bruttissimo avevo diciotto anni e andai a fare una girata con la mia cinquecento al porto di Punta Ala come era a quei tempi – dei massi frangionde a proteggere una manciata di barche.

Sul lato fronte mare c’era una bellissima vecchia barca di legno che veniva sommersa ogni volta che le onde frangevano sugli scogli capii che era questione di tempo, ma la sua sorte sarebbe stato l’affondamento. M’interessai presso un guardiano che mi disse che per lui la barca poteva affondare il proprietario gli doveva cinquanta mila lire, riuscii a contattarlo a Firenze e ebbi l’autorizzazione per intervenire nell’attesa del suo arrivo.

Una volta aperto il tambuccio lo spettacolo fu bellissimo e terrificante ; bellissimo perché davanti a me c’era una barca di dieci metri con interni tutti in legno da mozzare il fiato ma la cosa terrificante era che l’acqua aveva raggiunto le cuccette e che io quanta ne buttavo fuori più ne entrava. Non so come ci riuscii, ma dopo diverso tempo riuscii ad alleggerire il carico e spostarla in una zona più riparata ero stanco zuppo ormai buio arrivò il proprietario che mi ringraziò, ma maledì la barca cosa che mi fece impressione io non lo avrei mai fatto. Scherzando gli dissi che per me era un sogno… sogno e lui mi chiese quanto ero in grado di offrigli. Ci salutammo con l’impegno di risentirci e pensarci. Non ci dormivo la notte la sognavo coinvolsi i miei fratelli, eravamo in grado di offrigli 7 milioni, facemmo la proposta e lui ci invito a Fiesole perché se ne poteva parlare. Arrivammo a Fiesole in una stradina stretta a senso unico arrivati a destinazione si apri un garage dove dentro c’era una pedana girevole per permettere di girare la macchina c’erano parcheggiate due o tre fuoriserie. Concludemmo per nove milioni Da dare come volevamo. Ero comproprietario di un cutter di 10 metri del 1918. La trasferimmo a Castiglione della Pescaia la mettemmo a secco. Iniziammo a svuotarla era costruita con cedro del libano, quercia, mogano e ottoni. La riportammo a legno raschiandola con vetri usati a scaglia a mo di pialla quanti sacchi di vetri quanti tagli era proprio il caso di dire di svenarsi. Fu un lungo e duro lavoro fatto facendo esperienza oggi sarebbe molto più semplice data l’esperienza acquisita negli anni. Mentre eravamo a bordo a lavoro in banchina le altre barche passavano e guardavano la rinascita di quel legno tutti i passanti si informavano chiedevano curiosavano fra gli altri c’era Ambrogio Fogar che stava preparando il Surprais per la partenza della sua impresa e per me era un mito come Mauro Mancini col suo serenity “Zii Pepe” erano compagni di banchina io giovane affascinato da quelle persone allora normali che sarebbero diventati Miti. Alla fine ci fù il varo un altro mito di C.d:P Vasco Donnini la soprannominò la beethoven dei mari era maestosa con il suo spi di 80 metri quadrati era un siluro fendeva l’acqua in maniera incredibile non sembrava da fuori ma dentro era altezza di uomo con i suoi scricchiolii e profumi di legno mille momenti passati insieme con il rischio delle assenze a scuola di non essere ammesso nel 1976 si dette via era diventata difficile da gestire nel porto canale di Cd.P ogni volta era un problema il posto barca.(ndr) purtoppo seppi che i nuovi proprietari e la resinarono e in seguito disalberarono e anni dopo trovai il suo scheletro in uno sfasciacarrozze triste fine

 

1976

Regate Cala Galera ed altre.

Ma la passione.. CONTINUA..

Io nel frattempo ero approdato a Cala Galera dove c’era la possibilità, presentandosi in banchina o alla Torre di essere imbarcati sulle barche che partecipavano al campionato invernale dove mancava equipaggio. Sempre giovane desideravo andare nelle barche e fare parte degli equipaggi migliori feci un pò di gavetta ma piano piano risalivo la stima degli armatori e mi feci strada come prodiere piccolo scattante e spericolato la prua delle barche poteva andare anche sott’acqua ma quando ne usciva io ero sempre li che avevo continuato il mio ruolo. Ormai facevo parte dei team richiesti .Però un giorno arrivai tardi e quando fui in banchina lo skipper mi lasciò a terra non mi persi d’animo andai su altre barche quante ne ho girate prima sempre quelle migliori poi anche quelle scadenti che esperienza sia di barche attrezzature tattiche equipaggi ne venni fuori con un grandissimo bagaglio di esperienza sia tecniche che psicologiche di come può essere la gente anche qui mille aneddoti mille ricordi

 

1979

Imbarco OYSTER

Quella che fino allora era una passione divenne lavoro.. CONTINUA ..

Un po’ per caso un po’ per necessità mi ritrovai non sò neanche io a accettare di imbarcarmi come skipper su un chect di 53 “ OYSTER che tradotto significava Ostrica ed era proprio così dura fuori morbida dentro non sapevo cosa volesse dire essere skipper di una barca da crociera pensavo e non volevo fare il domestico di mare e non fù così da lì a breve tempo ero la persona di fiducia in barca al momento in cui era richiesta la mia esperienza ero li oltre a pensare alla barca che facevo volentieri perché anche con lei ero diventato parte integrante anche da solo riuscivo a gestirla era stupenda mi assecondava e insieme siamo stati in giro per tutto il mediterraneo con le ragazze come le chiamavo io La Bonaccia La tormentina la secca si è affrontato tutte le situazioni anche le peggio anche quel giorno di ritorno dalla Grecia. La traversata dello stretto di Otranto lo avevamo fatto diverse volte...

 

1984

Certificato radiotelegrafista

Sempre più esperienze e attestati…..CONTINUA…

Ormai è un continuo di esperienze….

 

1987

Istruttore

Non potevo tenere tutto per me…. CONTINUA…..

Quelle esperienze giovanili di aiuto istruttore

 

1992

Attestato F.I.V. Lerici

Ormai ero stato preso dal meccanismo….. CONTINUA…

La soddisfazione era troppa

 

1996

Istruttore F.I.V.

 

 

2000

Patente nautica

 

CONTINUA...............

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