"Alisea" Alghero, Asinara, Gallura, Lavezzi, Bonifacio, Grosseto.

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Mi ero ripromesso che non avrei più scritto sul diario articoli simili l'uno all' altro o sempre uguali, per mantenere originale questo nostro sito VFV? credevo quest' anno di non scrivere infatti riguardo l'annuale trasferimento di ritorno dalla Sardegna della Franchini 37 del nostro amico Angelo, perchè già sul diario esistono 3/4 articoli di questo tipo di trasferimento, con tanto di miglia percorse, rotte seguite ecc... ma come gli eventi confermano la regola, in mare un giorno non è mai ugiale all'altro, ed infatti siamo quì a descrivere questo bel trasferimento durato come al solito circa 3 giorni di fine Settembre.

Mercoledì 25 Settembre,

La ciurma è ormai consolidata, partiamo da Fiumicino in aereo per raggiungere la barca ormeggiata ad Alghero, ed all' arrivo ogni volta Alghero ti da il suo caldo benvenuto! città di mare stupenda da vivere e da visitare dico sempre io...

Organizziamo quelle poche cose per la partenza, armiamo le vele alla barca e ci prefiggiamo di fare la 1° tappa a Santa Teresa di Gallura (come sempre e come riportato nei precedenti articoli). Partiamo alle 05:34 del giorno Giovedì 26 Settembre 2013 per fare porto nelle Bocche di Bonifacio dopo 13 ore di navigazione, lasciandoci le prime 86 NM alle spalle, Santa Teresa di Gallura a mio modo di vedere è uno dei porti più strategici ed economici dell' intero Nord Sardegna, curato, vivo, pulito, economico sia per dormire che per fare rifornimeti.

La novità di quest'anno è che faremo un trasferimento secondo le previsioni meteo senza una bava di vento, o con un leggero vento da Sud, secondo i calcoli quindi saremmo atterrati a Grosseto il sabato mattina presto, anche partendo dopo pranzo inoltrato, la domenica invece la meteo sarebbe peggiorata. Prima di partire dunque per la traversata, decidiamo di fare tappa sull'Isola di Lavezzi, (ecco l'altra novità ed il perchè questo trasferimento diventa degno di nota), dopo quasi 10 anni infatti rimetteró piede su Lavezzi, l'isola intorno alla quale ho praticamente affinato la mia tecnica ed imparato a navigare in altura e a fare ormeggi a vela in mezzo agli scogli. Da allora non ho più avuto il piacere di tornarci fino ad oggi.

Salpiamo per le 9:00 dopo aver fatto rifornimento da Santa Teresa, alle 10:30 siamo già ancorati in 2,30 mt. di acqua, borderline vicino alla spiaggetta ed al piccolo cimitero della splendida Cala Lazarina.

Settembre e Lavezzi sono un binomio da ricordare, l'acqua invitante rende l'isola ancor più affascinante che in estate, anche se in realtà fino a 10 anni fa non era cosi' popolata come oggi. Una sorta di gavitelli numerati segnalano le varie secche e facilitano l'ingresso alla rada, cosa che prima non esisteva, dovevi studiare bene la carta ed entrare ad esplorare o con qualcuno che sapeva la strada tra' le rocce, inoltre 3 grossi gavitelli con anello sono li pronti per far attraccare le barche dei "porta peones" Corsi, che prontamente arrivano a mano a mano puntuali per la giratina a terra (sbarcati come profughi da grossi gommoni) per pranzare in rada. Ecco che così, trà le urla ed i tuffi sguaiati dei Francesi, l'isola perde un pó il suo fascino selvaggio e desolato, dove prima incontravi soltanto abili navigatori che si arrischiavano ad arrivare a terra sfidando gli scogli di un' isola che si trova proprio al centro delle Bocche di Bonifacio.

Lascio alle fotografie una parte della descrizione dell' isola una volta scesi a terra. Lavezzi è situata a 41° 20.454 N 9° 15.270 E è subito riconoscibile dalla tipica roccia granitica allisciata da mare e vento e dal monumento alla "Semillante", sull' isola si trovano anche due piccoli cimiteri dove riposano 560 corpi dei 695 marinai della Fregata "Semillante" altri 32 sono sepolti al trove, la fregata di prima classe Francese affondata contro l'isola durante una tempesta nel Febbraio 1855 si stava recando in Crimea a supporto dell' esercito Francese... Noi ai nostri ragazzi/allievi, quando passavamo le notti sull'isola insieme ai miei compagni comandanti Velamarini, raccontavamo la storia che le anime di quei marinai non avevano avuto mai pace e si aggiravano ancora oggi di notte sull' isola, in realtà  i rumori simili ai lamenti di persone in agonia che si sentivano veramente la notte, erano i tipici versi delle berte maggiori che emettono un verso simile al pianto di un bambino. Che bei tempi!!!!!!!!!

Salpiamo dalla rada in tutta calma, dopo pranzo, la giornata  odierna è meglio di una estiva ed il sole ancora scotta la pelle, ci mettiamo in rotta per casa e le Bocche di Bonifacio si fanno riconoscere come sempre, nonostante tutto attorno sia massimo 3/4 nodi, noi filiamo a vela a 7 nodi con 18 di vento al lasco...

Poco dopo siamo già a motore, solo randa con vento leggero da Sud come da previsioni.

In serata non sappiamo proprio come ammazzare il tempo, io scrivo articoli per lavoro, Angelo legge la mia rivista di vela comprerata in aereoporto, l'unico attimo divertente di distrazione arriva quando dobbiamo fermarci, con la vela ancora su ma con la barca ferma, spengere il motore per gettarci in acqua a togliere l'esca della canna che si era incattivita attorno al bulbo!!!! Acqua spettacolarmente calda anche alle 16:00, clima estivo, ci buttiamo, prima lui per soondare la situazione, poi io per risolverla, non vi nego che immergermi sotto la barca a quella distanza dalla costa, ma sopratutto con 200 metri di fondale sotto non mi ha lasciato indifferente, vedevo squali feroci ovunque e mostri marini che mi trascinavano giù.... Presto il compito è risolto e torno come un razzo a bordo, secondo bagno della giornata!!! Ripartiamo, mentre mi godo una bella doccia calda sulla poppa di "Alisea".

Arriva la sera e ci accingiamo a passare la notte, questo per me è uno dei momenti più belli in barca, anche se procediamo a motore, il momento in cui prepariamo la cena e la cena in mare ha un' effetto benefico su di me e mi mette di buon umore, anche in vista dei turni notturni.

Cuciniamo un risotto ai funghi piccante buonissimo, poi ci affettiamo un'ananas e quello che rimane del melone bianco, tutto accompagnato da una bottiglia di Torbato di Sardegna.

Decidiamo di fare un primo turnone di 3 ore per poi passare ai turni da 2 ore, Vado a dormire io per primo alle 22:00, Angelo non ha sonno e preferirebbe non doversi svegliare all' 1:00 di notte.

Lascio la navigazione dopo esserci sincerati insieme di un'incrocio con un mega cargo diretto a Nord e vado a dormire.

Ore 1:00 esco fuori per il mio turno di 3 ore, la luna stà appena salendo ed è una falce grassa e rossa, il mare è una tavola d'olio e le stelle si riflettono come in uno specchio, alla nostra sinistra compare ancora più scura della notte la gobba di Montecristo, fa talmente caldo che non sento la necessità di starmene in pozzetto al riparo e mi vado subito a mettere seduto a prua, sul pulpito, rivolto verso avanti, dove sembra di volare sull'acqua, nella speranza di vedermi passare trà le gambe qualche delfino, in mare siamo soli ora e mancano 45 miglia a destinazione. Dopo un' ora sono ancora li, appoggio la testa al fiocco rollato e mi metto ad osservare la volta stellata, che pace e che silenzio (a parte il motore che da prua si sente pochissimo) gli unici suoni sono la prua della barca che fende l'acqua e nient'altro, penso che non invidio perniente chi adesso è a terra a festeggiare o a fare qualsiasi altra cosa, ogniuno di noi dovrebbe ricevere una dose giornaliera di questa sensazione per rilassarsi veramente, ma credo che se non ci si trova a notte fonda in mezzo al mare, beh questo sia veramente impossibile. Invidio invece chi puó permetttersi di navigare sempre e lasciare a terra problemi e persone "strane" e vedere sempre posti nuovi allo spuntare del sole.

Sbouff!!! i miei pensieri vengono interrotti alle 2:30 in punto da un delfino che si diverte a fare zig zag sotto la prua, è un grosso adulto solitario e come tale non rimane a giocare per più di due minuti, per poi sparire nelle scure acque al nostro fianco, al largo di Montecristo.

Il sonno mi ha abbandonato, la luna è alta ora in cielo e lascia sull'acqua liscia un riflesso argentato lunghissimo, io devo passare ancora un'ora e venti di guardia, ma intorno non si vede davvero nessuno, intanto anche Montecristo è doppiata e siamo entrati in Arcipelago Toscano, si intravedono le luci dell' Isola del Giglio castello ed il faro Sud dell'isola detto di Capel Rosso che si vede da 23 NM ...è l'ora di tornarsene a poppa.

Vado a dormire alle 4:00 senza nessuna news, a parte una allegra nave da crociera che ci incrocia a circa un miglio.

Ore 6:00 mio turno di 2 ore, esco e siamo quasi a casa!!? abbiamo volato, un leggero venticello di bolina ci ha fatto portare la randa per 2 ore e cosi' alla media dei 6,8 nodi siamo al traverso del Giglio, in vista del faro delle Formiche, una volta giunti la saremo praticamente a casa. L'isola del Giglio intanto da lontano presenta un bagliore nella parte NE, è la zona dove giace la nave Costa Concordia, che dopo essere stata raddrizzata, attende ora di ritornare a galla per navigare un'ultima volta verso il cantiere dove verrà smantellata, intanto il cantiere che la circonda e la nave stessa illuminano il buio come se fosse spuntato un nuovo piccolo paese dal nulla sull'isola.

Ore 6:26 è l'alba di Sabato 28 Settembre 2013, spuntano al mascone di SX le luci di Castiglione della Pescaia e successivamente a prua quelle di Marina di Grosseto e Parco Naturale della Maremma al mascone di DX.

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