Trasferimento DUFOUR 425 nuovo

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trasferimentodufour425-35Martedì 23 Novembre,

partiamo da Grosseto destinazione Marina degli Aregai (Imperia/San Remo), per andare a trasferire un Dufour 425 nuovo comprato al Salone di Genova da Etruria Marine Service, che dovrà stare almeno fino all' inizio dell' estate a Cala Galera (Monte Argentario).

Questa operazione era in cantiere da giorni, ma il maltempo e lo scirocco ci facevano ritardare ogni volta la partenza, anche se i tempi stringevano in due cinghie, infatti da una parte la minaccia dell' arrivo del freddo e dell' inverno, dall' altra il posto barca che dopo l'allestimento della barca al porto degli Aregai (dove consegnano i Dufour) era scaduto ormai da giorni e la barca doveva fare spazio ad altre in arrivo.

Alla partenza la pioggia ci fa sperare che le previsioni siano veritiere...

e che l'indomani quando dovremmo saplare da San Remo con la barca sia una bella giornata, cosi' che anche il vento che le previsioni danno da Nord con rinforzi ed abbassamento delle temperature poi per venerdì, il giorno dopo il nostro arrivo sia veritiero. Maledetti siti meteo!.

Arriviamo alla barca la sera intorno alle 21.00, tempo di imbarcare le nostre cose e una cenetta a base di affettati, carciofini sott'olio e altre leccornie semplici ma stuzzicanti ci toglieva i morsi della fame, prima di dormire abbiamo dato una sistemata alle dotazioni di sicurezza, alle attrezzature della barca, ai materassi che erano ancora imballati nella plastica del cantiere, il classico odore di nuovo e di vetroresina fresca inebriava le nostre menti, il freddo non e' ancora arrivato e la notte passa piacevolmente sotto raffiche da 20 nodi di tramontana, speriamo nelle previsioni meteo!

Mercoledi' 24 ore 07:30 la sveglia ci rincuora, e' una giornata serena e il vento e' calato ed e' giusto per partire, ovviamente ci sono una miriade di piccole/grandi magagne tipiche di quando viene consegnata una barca nuova, mancano ancora il gas, vari attrezzi, la cambusa, alcuni grilli importanti per la randa, pile, torcie, scottine e la cosa piu' grave che troviamo durante il check della barca, lo strallo di prua e' lento e i due paterazzi di poppa sono gia' tirati al massimo, male! molto male, perche' quando e' cosi' l'abero va' ri assettato tutto da capo e noi non possiamo metterci a fare piu' di 170 miglia con lo strallo lente!.

La partenza che era in programma per massimo 12:00 sembrava allontanarsi e ogni ora di ritardo avrebbe potuto essere un motivo in piu' per farci cogliere ancora in mare dal freddo e dal vento forte del venerdi'.

Riusciamo a comprare tutto il materiale e le dotazioni mancanti al negozio di nautica, riusciamo a prendere la targa prova e documenti e chiavi della barca al concessionario Dufour degli Aregai, riusciamo a fare cambusa nel frattempo che il tecnico, mandatoci apposta per mettere a punto lo strallo armato in modo sbagliato stava lavorando al sartiame, con costanti pressioni da parte mia, che volevo rispettare la tabella di marcia il piu' possibile, ma anche contribuendo a dare aiuto a bordo per ottimizzare il tempo, cercando di fare da poppa quello che potevo per semplificargli il lavoro, quantomeno per non farlo andare avanti e indietro prua-poppa.

ore 12:30 siamo ancora a meta' dell' opera, le sartie sono tutte mollate e altro piccolo particolare e' che il distributore di carburante che chiude alle 13:00 non avrebbe riaperto che per le 16:00, chiedo al tecnico se per favore puo' continuare il lavoro al distributore e con molta gentilezza e professionalita' da parte sua ci spostiamo, nel frattempo a fare anche gasolio. Gli intoppi continuano, lo strallo ora e' accorciato, ma non riusciamo a riagganciarlo alla prua, dopo varie prove suggerisco di mettere due drizze alle gallocce di prua per cazzare l'abero in avanti tramite i due grossi winch del fiocco e finalmente riusciamo a riattaccare lo strallo sulla prua.

Serve ora una bella tirata a tutte le sartie e con l'occhio esperto del tecnico tutto e' pronto per le 14:30, bel lavoro, bravissimo ragazzo, salutiamo tutti e salpiamo finalmente dal porto con solo 2 ore e 35 di ritardo.... ottimo direi!.

ci mettiamo in rotta per Cape Corse se tutto va bene domani intorno alle 15:30 / 16:00 saremo a Cala Galera!!!!! Di fronte a noi solo mare, e grazie all' ora legale e all'inverno ci rimangono poco piu' di 3 ore di luce prima di piombare per 12 ore nell' oscurita', fortuna che la luna piena di questi giorni non avrebbe tardato a salire per illuminarci la rotta.

L'equipaggio e' composto da me, Paolo (l'armatore della barca) e Marco, iniziano i turni di guardia, ma sinceramente sono troppo contento di essere partito e allo stesso tempo troppo preoccupato per il tmpo che mi salto non so' quanti turni di sonno, prima delle 03:00 del mattino dove sarei crollato.

Procediamo a vele spiegate e con un po' di motore per mantenere una media di 7,5 nodi di vlocità. Ore 19:00 siamo fuori io e Paolo ed e' gia' buio pesto, la luna ancora non e' salita e un guizzo sulla sinistra mi fa' girare di scatto, aaaaaaaaaH niente paura e' solo un delfino che veloce come un felino ci sta' tagliando la rotta.

Passa un' ora e il solito guizzo sul solito lato, Altro cetaceo!!!! Beh in fondo, stiamo attraversando il triangolo dei cetacei ed oltre ai delfini e' probabile che vedremo anche qualche balena.

Ore 22:30, la luna e' ormai salita e la bianca luce ci fa' distinguere chiaramente tutta la barca, vado a prua a scattare qualche foto seguito da Paolo che ri era di turno fuori, in fin dei conti e' una goduria, non fa' freddo, il vento che nel frattempo era calato, ci fa' procedere solo con motore e la randa che porta un pochino di bolina, il mare piatto ed ad un certo punto due delfini che saltano ai lati della barca, poi altri due dalla parte opposta, stavolta non solo ci tagliano la rotta, ma rimangono sotto di noi a giocare per cinque o sei minuti, dandoci il tempo di farsi ammirare in tutta la loro bellezza, per poi sparire nuovamente come erano arrivati nelle nere acque.

Ore 01:45 siamo in vista del faro di Cape Corse e siamo anche circondati dai temporali uno al traverso a sinistra con fulmini belli visibili, uno di poppa da dove siamo partiti e il peggiore con un nero da far paura e fulmini e lampi continui dritto di prua, il vento gira e si sposta a dritta di bolina rinfrescando fino a 15 nodi, stiamo in guardia e vediamo cosa succede.

Ore 02:00 il temporale si sposta sempre piu' a destra sopra la Corsica, noi accostiamo a sinistra e decidiamo di passare a Nord di Capraia per evitarlo anche perche' siamo sempre piu' vicini e i fulmini fanno veramente paura.

Rimango da solo fuori per un' oretta, il temporale che si era spostato ancora piu' a destra e si era allontanato sempre sulla Corsica ci fa' riprendere la rotta per passare ad Ovest prima di Cparaia poi dell' Elba come da programma, nel frattempo siamo arrivati in zona "casa" infatti il faro di Cape Corse e' al traverso e Capraia al mascone di sinistra.

Dopo un paio d'ore di riposo mi svegliano gli schiocchi della barca, mi infilo la cerata di corsa e riesco fuori, Paolo e' alla randa e Marco al timone senza pilota automatico, il mare che schiuma e il vento e' 19 nodi in aumento da poppa, ecco il nostro amato Arcipelago che ci da' il ben venuto alle 05:00 del mattino. mi "arrampico" fino al piede d'albero e mentre Paolo mi fila la drizza io tiro giu' la randa e la chiudo nell' easy bag, ci rimettiamo in rotta con solo un pezzo di genoa che srotoliamo pian piano, infatti il vento ora e' arrivato a 27 nodi e noi filiamo a planate anche da 10 nodi!!!! uno spasso!!.

ore 07:30 siamo vicini a punta Fetovaia (Isola d'Elba) e ci infiliamo tra' Elba e Pianosa, il vento e' calato e finalmente il sole ci scalda un po', la barca tiene una media di 8,5 nodi e siamo in netto recupero sul tempo perduto per attrezzare la barca alla partenza.

Quanto e' bello il nostro Arcipelago, la mente riscaldata dal sole e sentendoci vicino a casa, dopo aver schivato tutti quei groppi lascia il tempo per ammirare le bellezze del mare, infatti dopo Capo Corso e' stato tutto un susseguirsi di avvistamenti di Isole, prima Capraia, poi l'Elba, poi Pianosa, Monte Cristo, Giglio e Giannutri ancora in lontanaza, insieme al Monte Argentario la nostra destinazione.

Ore 10:00, tocca a me riposarmi di nuovo, altre due ore e poi vengo risvegliato dal motore che perde di giri, esco fuori e il motore si spenge, cosa sara' cosa non sara' dopo alcune ipotesi proviamo a guardare lo strumento del gasolio ed in effetti eravamo rimasti a secco, strumento del gasolio che segnava il massimo, ma il serbatoio non era pieno.

Fortuna vuole che siamo nel canale tra' Giglio e Monte Argentario a 8 miglia da Cala Galera, sopra l'Argentario un mega groppo nero, e intorno tutto il sole, vuoi vedere che dopo aver evitato per tutta la notte i temporali, proprio adesso che siamo vicini a casa tocca bagnarci?, intanto siamo anche circondati da 3 arcobaleni....

Proseguiamo a vele spiegate, ma il groppo ci fa' ballare il vento, prendiamo velocita' e la riperdiamo, ora siamo di bolina, ora al traverso, e inevitabilmente e puntualmente arriva l'acqua. Speriamo con tutte le nostre forze che il vento non ci tradisca e che perlomeno ci faccia fare il giro della montagna per arrivare davanti al porto dove ci potranno tirare dentro al porto.

Bolina, virate, velocita' minime per poi arrivare anche a 7 nodi, alla fine verso le 16:00 dopo aver perso circa 3 ore a veleggiare davanti a casa, arriviamo a 2,5 nodi (quasi fermi) a tirare giu' la randa davanti a Cala Galera, sotto una pioggia che veniva e che andava, tempo malato!!!.

Chiamato sul canale 9 la Marina di Cala Galera, arrotoliamo il genoa finalmente davanti all' imboccatura del porto fermandoci sotto la torre e il gommone che prontamente ci ha agganciato, ha spinto la barca fino al posto che ci attendeva ormai da 26 ore.

 

Anche questa avventura merita una pagina del nostro sito e alcune foto per ricordo.

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